“Coccole a Colazione” | di Giorgia Bettaccini

Ho sempre sentito parlare dell’importanza della colazione.

Ma perché è importante, secondo voi?

Non sono una nutrizionista e non mi permetto di entrare in ambiti che non mi competono, ma la giornata dovrebbe iniziare con una sana colazione.

E’ il primo pasto della giornata, ma soprattutto è quello più importante.

Il nostro organismo, al risveglio, ha bisogno della giusta energia.

E’ importante fornire i giusti nutrienti per partire con il piede giusto ed avere il carburante necessario per affrontare gli impegni che ci aspettano.

Fare una buona ed abbondante colazione serve per la nostra forza fisica, l’attenzione, la memoria e anche per migliorare il nostro stato d’animo.

Gli obblighi e gli orari che la società ci impone di rispettare molto spesso sono in netto contrasto con i nostri ritmi ed i nostri bisogni e diventa molto difficile trovare un giusto equilibrio.

Io, che la mattina sono lenta, assonnata e senza energia, ho sempre cercato di capire come la colazione avrebbe potuto aiutarmi a migliorare la mia energia ed il mio umore.

Mi ricordo bene, fin dai tempi della scuola, che mi alzavo con lo stomaco chiuso e niente mi faceva venire fame. Guardavo storto anche le fette biscottate o il pane con la marmellata o la nutella, accompagnate dal tè, dal latte o dal succo di frutta che mia mamma mi preparava tutte le mattine.

Non mi sedevo nemmeno, mi sembrava una perdita di tempo. Avevo sonno e dovevo prepararmi velocemente per non perdere l’autobus.

Il mio grado di entusiasmo per il momento della colazione è sempre stato uguale al mio grado di socievolezza appena sveglia. Zero. Niente.

E, come per il mio lato socievole, anche la fame ed il mio interesse al cibo sono sempre arrivati dopo, più tardi, abbondanti, irrompenti, incontenibili e incontrollabili.  

Ho scoperto che la mia voglia di colazione arrivava con calma, spesso all’improvviso, facendomi sognare già un bel piatto di pasta… ma spesso non era possibile.

A scuola, a lavoro, negli anni, spesso non potevo mangiare quando finalmente il mio stomaco era disponibile e le mie energie esaurite.

E’ stato difficile per me accettare il momento del risveglio, la mancanza di voglia di alzarmi, il peso e la difficoltà di affrontare gli impegni e le responsabilità.

La mia energia, il tono del mio umore, quel senso di affaticamento, a volte la tristezza ed altre sensazioni, spesso mi facevano arrabbiare perché mi limitavano nel fare ciò che volevo o dovevo. Questo succedeva anche quando, sforzandomi, riuscivo a mangiare qualcosa, controvoglia.

Soffrivo spesso di cali di zucchero durante la giornata, di dolori allo stomaco e avevo vari altri sintomi e segnali che il mio corpo mi inviava, sempre più frequentemente.

Ho seguito indicazioni di nutrizionisti, consigli svariati su come affrontare questa cosa.

Poi ho capito. 

L’ho capito con gli anni, con l’impegno, con l’esperienza e soprattutto dopo l’arrivo dei miei figli.

Ho capito che avrei dovuto, anzi, avrei voluto capirlo prima.

Ho capito che nessun consiglio poteva aiutarmi a comprendere veramente.

Nessuna indicazione alimentare, se pur corretta e importante, avrebbe risolto.

Nemmeno tutto l’amore che c’era in quella colazione, preparata ogni mattina alle sei da mia mamma, mi aveva fatto capire davvero che cosa mi mancava.

Ho capito che non mi ascoltavo abbastanza, aspettavo sempre che il mio corpo e il mio stato d’animo  me lo facessero capire e, quando succedeva, lo facevano nel peggiore dei modi.

E, soprattutto, ho capito che non mi amavo abbastanza e che non mi prestavo le attenzioni che meritavo. Ognuno di noi è quello che è e deve accettarsi e volersi bene.

Solo noi possiamo rendere la nostra colazione, e anche ogni altro pasto, un pasto importante e fondamentale.

Il primo gesto di amore per se stessi. Il primo della giornata. Quel gesto che ti fa partire con il piede giusto.

E allora la mia colazione forse non è sempre equilibrata a livello nutrizionale ma inizia almeno 10 minuti prima che tutti gli altri, in casa, si sveglino. Inizia aprendo le finestre e guardando fuori,   facendo una carezza a Bice, la cagnolina di casa.

Poi stacco la pagina del calendario per aggiornare  la data e leggere la frase del giorno.

Mi preparo un po’ di acqua tiepida e limone e faccio un bel respiro profondo.

Mi preparo un ginseng in tazza grande, oppure il caffè nella moka, usando la mia tazza preferita. Aggiungo un cucchiaino di zucchero di canna, scegliendo il cucchiaino che mi piace di più.

Alcuni oggetti e alcuni gesti che faccio mi ricordano la mia infanzia e la mia nonna e mi tengo stretti questi ricordi che si affacciano. Poi ho scoperto che, a volte, se metto lo zucchero sulla schiuma del ginseng, o del latte, si forma una curva che sembra proprio un sorriso.  Quando succede ricambio il sorriso… poi, quando aggiungo il latte cerco di disegnare un cuoricino, quello è per me. E finalmente  sorseggio il mio caffè.

Ecco, per mangiare qualcosa , aspetto che arrivi la fame, più tardi.

Ogni giorno aggiungo qualcosa di diverso, non solo a colazione. Mi impegno per concedermi i tempi necessari, a darmi tempo, cerco i cibi più adatti alle mie esigenze e provo a dare importanza anche ai particolari.

Faccio attenzione anche ai colori sulla tavola, perché anche l’occhio vuole la sua parte.

La mattina sveglio i bimbi con il buongiorno, un bacio ed un abbraccio per uno e cerco di trasmettere loro l’importanza di quel primo gesto per iniziare bene la giornata.

E allora scelgono la loro tovaglietta preferita e, ancora mezzi assonnati, scelgono la loro prima colazione.

Poi si inizia a correre…ma questa è un’altra storia.

Aspetteremo la domenica mattina, o qualsiasi altra buona occasione, per coccolarci con più calma, per sperimentare delle nuove ricettine golose e salutari per la colazione e per dare la giusta attenzione a quel pasto così importante e a quel primo gesto di amore fondamentale per noi stessi.

E’ molto importante prendersi il tempo necessario per se stessi e cercare tutti i momenti possibili, riconoscerli e soprattutto crearli e goderseli, perché ce li meritiamo.

Non ci nutriamo solo di cibo ma anche di attenzioni, di intenzioni e soprattutto di pensieri.

Dobbiamo imparare ad amarci e ad ascoltarci, per iniziare a nutrire il corpo con il cibo giusto e la mente con i giusti pensieri.

 

 

Giorgia Bettaccini

 

 

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Immagine di copertina:

“Prove di Colore”     di      Serena Bettaccini