“Il potere di un Sorriso” di Giorgia Bettaccini

Il sorriso è contagioso, è uno strumento che riesce a cambiare il nostro umore e l’umore degli altri. E’ considerato una “medicina naturale”. Veniamo al mondo con questo meccanismo sociale innato, impresso nel nostro Dna. Sorridere aiuta a rilassare i muscoli e a rilasciare sostanze benefiche come le endorfine (ormoni collegati al benessere, al piacere ed alla riduzione del dolore).

Ridere e sorridere provocano molte conseguenze positive, favoriscono l’ottimismo, ci fanno sentire bene con noi stessi e ci aiutano nelle relazioni con gli altri. Il sorriso provoca effetti positivi sulle persone che ci circondano. Le persone, infatti, tendono a fidarsi un po’ di più di una persona che sorride.

Insomma, i benefici di un sorriso sembrano essere molteplici, a livello personale, psicologico, fisico e anche relazionale. Un sorriso, quindi, migliora la qualità della vita. Naturalmente parliamo di un sorriso che nasce spontaneo ed è collegato alle emozioni che proviamo. Se è un sorriso formale o di cortesia non può avere lo stesso effetto. Se il sorriso non è autentico e serve solo a nascondere uno stato d’animo lontano dalla felicità (rabbia, disgusto, disprezzo) o a mentire, addirittura può diventare dannoso.

In questo periodo di distanziamento sociale ho subito pensato a come sarebbe cambiata la nostra vita e quanto ci sarebbe mancato il contatto con gli altri? Poi, con l’obbligo di indossare la mascherina, il pensiero è andato a quanto ci sarebbe mancato vedere il sorriso delle persone?

Sicuramente tanto. Ripensandoci però, questa situazione potrebbe avere anche aspetti positivi. Mi sono ricordata di aver visto, un po’ di tempo fa, insieme alla mia famiglia, una trasmissione dove si parlava di uno studio sul sorriso. Ci era piaciuto talmente tanto che, insieme ai miei figli, avevamo deciso di fare degli approfondimenti. In breve, non scendendo in particolari scientifici che non mi competono, cercherò di riassumere questo studio.

Esistono due tipi di sorriso: uno vero ed uno falso.

Quello vero, detto anche sorriso di Duchenne (dal nome dell’esperto che lo ha studiato), viene definito come il sorriso genuino che attira per la sua sincerità, per la sua magia e le emozioni positive che trasmette. E’ un sorriso che coinvolge molto la nostra mimica facciale. La contrazione dei muscoli zigomatici, l’attivazione dei muscoli della guancia, i movimenti degli angoli delle labbra che si sollevano e che arrivano ad attivare i muscoli vicino agli occhi fino a formare delle piccole rughe attorno ad essi. Per riconoscere questo sorriso si devono osservare gli occhi, non solo la bocca. Gli occhi sono lo specchio della nostra anima e il sorriso di Duchenne coinvolge la parte emotiva del nostro cervello che induce, in caso di emozioni positive, a contrarre gli occhi e a donare loro una lucentezza speciale, unica. Un sorriso autentico, sincero, che abbraccia.

L’altro sorriso, quello falso, parte sempre da una volontà della persona ma coinvolge solo il movimento delle estremità della bocca, non attivando il resto della mimica facciale. Solitamente è definito “sorriso sociale” ed è utilizzato per una questione di “forma”, di accettazione, per opportunità, per sedurre, convincere, attrarre, ingannare. E’ un’imitazione del sorriso vero, ma è vuoto e lo sguardo è assente, sfuggente.

Ecco che, in questo periodo, non potendo ammirare il sorriso delle persone, coperto dalla mascherina, potremo evitare anche di essere confusi, distratti o ingannati dai sorrisi falsi. Allora inizieremo ad osservare gli occhi delle persone, apprezzeremo i loro sguardi e, forse, mi auguro, impareremo a riconoscere i sorrisi quelli veri, sinceri, limpidi. Non potrai abbracciare e nemmeno stringere le mani alle persone che incontrerai. Non vedrai le loro bocche sorridenti ma potrai guardare i loro occhi e capire se ti stanno veramente sorridendo, di un sorriso vero, e se hanno piacere di incontrare i tuoi occhi.

I sorrisi falsi lasciamoli alle persone tristi, che non sanno essere vere ed oneste e che si nasconderanno dietro alle loro mascherine. Noi continuiamo a lavorare sulle nostre emozioni ed alleniamoci al benessere ed alla felicità. I nostri occhi, insieme alla nostra bocca, sorrideranno e si illumineranno. Regaleremo al mondo i nostri sorrisi più autentici.

Giorgia Bettaccini

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Immagine di copertina:

“Natsukashii” (l’istante in cui la memoria rievoca un pensiero felice) di Martina Bezzini